Secondo un'umanista del '400 Bernardino ROTA l'origine del Comune è legata ad una leggenda:


... Palinuro, il nocchiero di Enea, costeggiando le coste dell'attuale Cilento, s'invaghì di una bellissima fanciulla di nome Kamaratòn. Ella non ricambiò l'amore di Palinuro che disperato, la inseguì nel fondo del mare, perdendo così la vita.

... Venere dea dell'amore, sdegnata per la crudeltà di Kamaratòn la trasformò in roccia... l'attuale sperone su cui sorge l'abitato di Camerota capoluogo, condannandola a guardare in eterno il suo amante respinto.


Molto più realisticamente, pare che Camerota sia stata fondata nel VI secolo a.c. dai Focesi, la stessa popolazione greca che fondò la città di Elea-Velia; al riguardo però mancano vestigia archeologiche tali da suffragare l'ipotesi.

Il suo nome probabilmente deriva dal greco Kamaratòn cioè costruzione ad arco.
Ciò sembra convalidato dal fatto che nella zona sono presenti numerose grotte naturali a volta o, secondo alcuni studiosi, da una tecnica di costruzione caratteristica di Camerota capoluogo, il cui modulo fondamentale è l'arco a tutto sesto.

Con certezza si sa che la cittadella si sviluppò intorno ad un castello fortificato negli anni 535-553, durante la guerra tra i Goti e Bizantini, ed è quasi certa l'influenza sul territorio di numerose dominazioni: normanna, araba, sveva, angioina, aragonese sino al recente periodo della dinastia borbonica conclusosi con l'unità d'Italia.

Pur essendo una città fortificata fu occupata e saccheggiata più volte dai pirati saraceni. Una immane tragedia funestò Camerota nel luglio del 1552 allorchè la potente armata turca comandata dal generale Rais Dragut Bessà assalì la cittadella devastando, saccheggiando e uccidendo. Molti furono fatti prigionieri. La popolazione a seguito di tale feroce sterminio diminuì di 90 fuochi (cioè approssimativamente i morti furono circa 400).

Dopo tali eventi furono ristrutturate e costruite molte torri di avvistamento.

Poi il marchesato di Camerota vide l'alternanza di vari casati nobili, tra cui i Sanseverino, i Di Sangro, i Marchese e gli Orsini.
Il 23 luglio 1647 una sanguinosa rivolta a Camerota, nel periodo della rivoluzione di Masaniello si concluse con la morte del feudatario, Paolo Marchese, che aveva tentato di ripristinare lo jus primae noctis. I camerotani inferociti uccisero il Marchese facendolo a pezzi che poi disseminarono un po' dovunque.

Nel 1828 scoppiò invece una rivolta in tutto il Cilento. I moti furono repressi nel sangue dal feroce maresciallo Francesco Saverio Del Carretto: oltre ai capi della rivolta (il canonico De Luca ed i fratelli De Mattia) furono giustiziati diversi camerotani, fra cui Gennaro Greco, Michele Bertone e Felice De Martino.

Nello stesso anno Licusati (anticamente borgo de li accasati) cessò di essere comune autonomo e venne aggregato a Camerota.

Nel 1881 un marinaio di Marina di Camerota Pietro Troccoli assieme al capitano Antonio Fondacaro di Bagnara Calabra ed i marinaio Orlando Grassoni di Ancona compirono un'impresa divenuta poi leggendaria: sulla mitica goletta il Leon di Caprera attraversarono l'oceano, partendo da Montevideo, per consegnare una spada d'oro ed ul albo di firme a Giuseppe Garibaldi.

Notevole il tributo di sangue offerto dai cittadini di Camerota durante le due guerre mondiali, ultimamente il 28 giugno 2002 venticinque vie del centro di Marina sono state loro intestate.

Di origini medievali è invece il centro di Lentiscosa la cui storia è legata da sempre al culto di Santa Rosalia, che s'intensificatò nel '600 dopo la cessazione di una terribile epidemia di colera che la popolazione attribuì all'intervento della Santuzza.

Marina di Camerota in origine un piccolo borgo di pescatori è situato nella zona di levante dell'attuale abitato; ebbe una prima espansione nella seconda metà del '600 ed assunse l'attuale fisionomia verso la fine del '700. Con Regio Decreto il re Ferdinando II il 17 luglio 1848 elevava a villaggio l'aggregato di case posto nella spiaggia del Comune di Cammarota.
Località di villeggiatura delle principali famiglie aristocratiche nonché residenza estiva del marchese Orsini s'ingrandì come centro cittadino negli anni dell'emigrazione grazie alle rimesse
dal Venezuela.

 
 
   

 

 

 

 












Camerota: Torre di Avvistamento

   

 


Il leone di Caprera

   
   



Lentiscosa

 



Marina di Camerota

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